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Le varie fasi lavorative dell'artigianato
locale delle forbici e dei coltelli avevano nomi particolari, non sempre
decifrabili per quanto riguarda l'origine dialettale. Spesso si tratta
di modi di dire fantasiosi, ma sempici, sempre strettamente legati al
gergo tipico degli artigiani. Tutti
gli abitanti del posto, comunque, erano pienamente a conoscenza dei vari
significati delle parole tipiche non solo per il grande numero di botteghe
esistenti, ma proprio per il fatto che non era raro vedere lavorare, accanto
ai padri, i figli pure minori e le mogli all'occorrenza. L'artigianato
era pertanto profondamente penetrato nella vita di tutti i giorni, non
solo per l'economia che generava, ma anche per la sua cultura, la sua
storia, la sua struttura organizzativa. Nelle botteghe difatti, non era
strano vedere organizzare qualche spuntino, quando era il periodo dei
maiale, delle pizze con i ciculi, delle pizze al pomodoro o del pane fumante
appena uscito dal forno, oppure delle vere e proprie cenette cucinate
sul fuoco della forgia: lavoro e vita, vita e lavoro strettamente legati. Le
parole dialettali delle singole fasi lavorative, anche per questo motivo,
non debbono essere perse, ma scritte nelle pagine della storia dell'artigianato.
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